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L’ultimo Cartografo Di Mondi Perduti
Fiction

L’ultimo Cartografo Di Mondi Perduti

by Anonymous · Published 2026-06-20

Created with Inkfluence AI

5 chapters 11,288 words ~45 min read Italian

Fantasy realista magico su mappe emotive e perdono interiore

Table of Contents

  1. 1. La commissione della Città impossibile
  2. 2. Essere cieco ai sentimenti, davvero
  3. 3. La donna cerca una chiave nascosta
  4. 4. Tracciare confini con il perdono
  5. 5. La mappa diventa un lasciar andare

Preview: La commissione della Città impossibile

A short excerpt from “La commissione della Città impossibile”. The full book contains 5 chapters and 11,288 words.

Il gesso contro la carta aveva un suono quasi gentile, un fruscio secco che Julian conosceva a occhi chiusi. Sul tavolo, tra le carte stese a strisce ordinate, scorreva una linea che non apparteneva a nessun paese: era il bordo di un ricordo dimenticato, la cucitura sottile tra ciò che la mente conserva e ciò che butta via per non sanguinare. Ogni tratto aveva una temperatura diversa sotto le dita. Quando gli passava sopra, la carta gli restituiva il peso di una frase mai detta, la sporgenza di un nome inghiottito. Julian non vedeva, ma riconosceva con la pelle; e da anni viveva così, in un’apparente calma, come se il mondo potesse essere tenuto fermo premendo la punta della matita sul punto esatto in cui un’emozione decide di farsi forma.


Stava lavorando alla mappa di una città che non esisteva fuori da lui, eppure tirava la sua stessa aria: un rettangolo di strade nate dall’assenza, piazze costruite con la mancanza di qualcuno. Le linee si chiudevano con la logica delle cose che non cambiano mai, e quella logica lo rendeva docile. Il silenzio dell’atelier era pieno di suoni minori - il legno che si assestava, il fruscio delle carte quando il vento, da qualche fessura, decideva di ricordarsi di lui - e Julian si lasciava stare, finché la porta non fece quel rumore che non apparteneva a nessun vicino: un colpo secco, non insistente, ma definitivo.


Sentì i passi prima ancora di capire quanta aria portassero con sé. L’ombra della donna entrò senza chiedere permesso, e la stanza cambiò temperatura. Non perché facesse freddo, ma perché il caldo si ritirò come un discorso interrotto. Julian tenne la matita ferma, lasciando che le dita restassero appoggiate alla carta; quella pausa non era esitazione, era misura. Poi parlò, con la voce piatta di chi non concede sorprese.


«Non prendo commissioni da chi non si presenta.»


«Mi presento.» La donna era vicina, abbastanza da far vibrare la sua presenza nell’orecchio. «E non sono venuta per farti scegliere tra sì e no.»


Julian inclinò appena il capo verso il punto da cui proveniva la voce. La cecità non era un vuoto: era un metodo. «Allora dimmi cosa vuoi, e perché io.»


Ci fu un breve silenzio, come se lei ascoltasse qualcosa oltre le pareti. Poi parlò con un tono che non cercava conforto, ma precisione.


«La Città delle Seconde Possibilità.»


Le parole caddero sulla stanza con una densità diversa, come pietre messe in una tasca troppo piena. Julian sentì il gesso smettere di scorrere per un istante, non per mancanza di forza ma per un riflesso antico: il suo corpo ricordò prima della mente. La Città - quella parola - non era un nome qualsiasi. Era una frontiera. E lui, da anni, mappava frontiere soltanto per chiudere, non per aprire.


«Non la mappo.» La frase uscì senza durezza, e proprio per quello fece male a lui stesso. «Non esiste per i miei confini.»


«Esiste,» disse la donna, «e sta chiedendo di essere tracciata. Non simbolicamente. Non a metà.»


Julian strinse la matita. La punta gli graffiò la pelle del polso, un dolore minuscolo e reale. «Non sai come lavoro.»


«Lo so.» Un fruscio di stoffa, un gesto che si avvicinava. «Sei l’ultimo Cartografo dell’Anima. Non disegni luoghi fisici. Tracci stati d’animo e ricordi dimenticati. E quando li tocchi, diventano strade.»


Julian non rispose subito. La carta sotto le dita sembrava più ruvida, come se anche l’inchiostro avesse memoria. Lui aveva imparato a sopravvivere sottraendo: aveva trasformato la sua cecità emotiva in un riparo. Non vedeva, non sentiva - o almeno così aveva creduto - e per anni aveva chiamato quella perdita “calma”. Ma la donna nominava qualcosa che lui aveva sempre tenuto fuori dalla stanza, come si tiene fuori la pioggia chiudendo tutte le finestre.


«Che cosa ti serve esattamente?» chiese infine, e la sua voce tradì una cautela nuova.


Lei non rispose con dettagli. Fece invece scivolare qualcosa sul tavolo, in un punto preciso dove Julian poté toccarlo: una tavoletta di legno scuro, liscia ma con asperità regolari, come se la superficie fosse stata consumata da mani diverse. Non era una mappa, non ancora. Era una griglia vuota, accompagnata da un filo sottile che sembrava metallo ma non lo era: freddo e vivo.


«Questa è la tua prima linea,» disse. «Qui comincia. E la città non accetta ritardi. La commissione è una missione concreta: entrare e ricomporre i confini finché restano tracciabili.»


Il modo in cui lo disse - missione - rese tutto più tangibile. Julian sentì la stanza stringersi attorno, come se l’aria stessa si fosse fatta carta. «Non faccio entrare nessuno nei miei territori.»


«Non devi far entrare nessuno.» La donna lo sfiorò con le dita, solo nell’aria davanti a lui, eppure Julian percepì un contatto che non era fisico. «Devi andarci tu.»


Un rumore distante, un colpo, come di legno che si spezza in un luogo lontano. Julian non si voltò, ma capì che quel suono era un avvertimento. Ogni cartografo dell’Anima, quando si avvicinava a una città vera, pagava pedaggio....

About this book

"L’ultimo Cartografo Di Mondi Perduti" is a fiction book by Anonymous with 5 chapters and approximately 11,288 words. Fantasy realista magico su mappe emotive e perdono interiore.

This book was created using Inkfluence AI, an AI-powered book generation platform that helps authors write, design, and publish complete books. It was made with the AI Novel Writer.

Frequently Asked Questions

What is "L’ultimo Cartografo Di Mondi Perduti" about?

Fantasy realista magico su mappe emotive e perdono interiore

How many chapters are in "L’ultimo Cartografo Di Mondi Perduti"?

The book contains 5 chapters and approximately 11,288 words. Topics covered include La commissione della Città impossibile, Essere cieco ai sentimenti, davvero, La donna cerca una chiave nascosta, Tracciare confini con il perdono, and more.

Who wrote "L’ultimo Cartografo Di Mondi Perduti"?

This book was written by Anonymous and created using Inkfluence AI, an AI book generation platform that helps authors write, design, and publish books.

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